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Queen's Kitchen

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Cuciniamo a casa!


Le mie 100 ore nel Piceno

Pubblicato da Queen's Kitchen

Tags: #100orenelpiceno, blog, tour,

 

 

Tra me e il Piceno è scattato un colpo di fulmine quasi tre anni fa: in un giorno di fine estate tornando a casa decisi di non mangiare il solito panino in autogrill, ma ammaliata dal verdeazzurro mare che costeggiava l'autostrada, uscii al casello più vicino, Grottammare, e mi ritrovai in un'incantevole cittadina, con il lungomare costellato di chalet sulla spiaggia, dove gustai un ottimo pranzo e respirai pace. 

Da allora la mia vita ha subìto diversi sconvolgimenti, ma quel posto mi è rimasto nel cuore, al punto che ci sono tornata già altre cinque volte! 

Inutile dire che quando sono stata invitata dai ragazzi dell'associazione turistica culturale Picenum Tour a 100 Ore nel Piceno, il mio cuore ha esultato, e a ragion veduta, visto che grazie all'amorevole cura di Marco, Emanuele e Federica che qui sono nati, cresciuti e ci vivono, questo blog tour è stato organizzato nei minimi dettagli, non tralasciando alcuna delle meraviglie culturali e gastronomiche del territorio, per cui io non solo lo amerò per sempre, ma spero che attraverso il mio racconto ve ne innamoriate anche voi e cogliate al più presto l'occasione per ripercorrere il mio itinerario!

PRIMO GIORNO

 

La squadra di 9 blogger (8 food e 1 travel!) provenienti da tutta Italia, selezionata dalla Picenum Tour, si è riunita in mattinata. Siamo stati accolti con calore ed accompagnati presso il Di Sabatino Resort (Corso Trento e Trieste, 25 Ascoli Piceno tel.0736258963 www.disabatino.it) a pochi passi dalla meravigliosa Piazza del Popolo, in un edificio storico completamente ristrutturato con 21 suites raffinate e dotate di ogni comfort, dove abbiamo riposato le nostre stanche membra dopo ogni visita e degustazione, ci sono state offerte ricche colazioni, dove abbiamo potuto aggiornare blog e social grazie al wi-fi funzionante (!) e dove ogni nostra richiesta è stata sempre soddisfatta con solerzia e sorrisi dalle gentilissime receptionist.

Le mie 100 ore nel Piceno

Il nostro viaggio tra le cattedrali del gusto non poteva che iniziare allo storico Caffè Meletti, (Piazza del Popolo, Ascoli Piceno tel.0736255559 www.caffemeletti.it) un delizioso edificio in stile Liberty nella centralissima Piazza del Popolo, inaugurato nel 1907, dove personaggi illustri hanno degustato l'Anisetta prodotta da Silvio Meletti. È stato riaperto nel 1998 dopo lunghi lavori di ristrutturazione e ammodernamento e oggi, oltre alla rinomata caffetteria, offre anche un'eccellente ristorazione affidata allo chef Roberto Di Sante, che associa prodotti a km 0 (o quasi) a raffinate tecniche di preparazione. Abbiamo potuto gustare le nostre prime olive ascolane, come vedrete ne seguiranno moltissime altre! Lo chef ha scelto di deliziarci con la battuta di marchigiana marinata al lampone con pesto di nocciole, sfoglia croccante e misticanza fresca; l'essenziale di carciofo, caviale di rosmarino, patata e Moretta Fanese; la Calamarata su fondo di asparagi e fave, pecorino, estratto di prezzemolo e guanciale croccante e come se non fossimo felici abbastanza, frutti e cioccolato a colori, per poi terminare con il caffè all'Anisetta. 

Le mie 100 ore nel Piceno
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Dopo il lauto pranzo, siamo saliti sulla terrazza del Caffè Meletti dove abbiamo potuto godere della vista sulla splendida Piazza del Popolo, la prima piazza nata proprio per far incontrare le persone, caratterizzata dal colonnato dei portici, nati per nascondere le botteghe artigiane e raccordando in un assetto equilibrato i grandi edifici medievali esistenti, il Palazzo dei Capitani e la Chiesa di San Francesco, come ci ha spiegato la nostra guida, Lella Palumbi. Grazie ai suoi racconti abbiamo scoperto Ascoli Piceno: una città più antica di Roma (come dice il detto ”Quando Ascoli era Ascoli, a Roma solo pascoli”) che deve il suo aspetto armonico e compatto al travertino, il materiale principale utilizzato per duemila anni senza interruzione nello scorrere della storia e degli stili per la costruzione delle abitazioni, dei palazzi signorili, delle chiese e delle pavimentazioni delle piazze e che l'ha resa unica e particolare. In questo lembo di terra che sorge in un abbraccio d'acqua tra il Tronto e il Castellano giunsero i Sabini seguendo il volo del Picus, il picchio uccello sacro a Marte, per cui i Romani li battezzarono Piceni. Lella ci ha descritto Ascoli come una torta a strati: la base, il pan di Spagna, la città originariamente costruita dai Piceni, lo strato di cioccolato, quella Romana, la crema quella Medievale e la panna quella Rinascimentale, questa costruzione stratificata ha attutito le scosse di terremoto che si sono susseguite nei secoli e ha impedito che crollasse. Seguendo la nostra guida siamo giunti in Piazza Arringo, così chiamata per le adunanze popolari, sulla quale si affacciano il Palazzo dell'Arengo, sede del comune, il Palazzo dell'Episcopio, sede della Diocesi, il maestoso Duomo di Sant'Emidio, patrono della città, con una cripta che ne custodisce le spoglie dalle colonne una diversa dall'altra, perché recuperate da costruzioni preesistenti e il Battistero di San Giovanni, opera fortemente simbolica con la base quadrata, che rappresenta i 4 elementi (acqua, terra, aria, fuoco) quindi il peccato, la parte superiore ad ottagono, simbolo della salvezza perchè 8 furono le persone che Dio salvò dal diluvio universale e la cupola circolare, ovvero la perfezione di Dio. Con Lella abbiamo scoperto cortili nascosti che ritagliano il cielo e le famose Rue, che dividevano le strade principali per disperdere gli eserciti invasori e spezzare il vento.

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La tappa successiva del nostro giro è stata nella storica Farmacia Rosati, (anisettarosati.com) dove l'omonima anisetta prodotta con i semi di anice di Castignano, nacque nel 1877 come rimedio farmaceutico contro i bruciori di stomaco. 

Il nostro giro si è concluso con una pausa ristoratrice proprio a base di Anisetta Rosati con ghiaccio nella cacciananzeria Ozio, (Via Vidacilio 1, Ascoli Piceno) il nome che la nostra Lella ha voluto dare al suo locale nel cuore della sua Ascoli (quella città che per anni ha raccontato come guida turistica, affascinando i turisti, come ha affascinato noi in questi giorni!). Ispirandosi al concetto di ozio descritto nel libro di Tom Hodkinson, inteso non come mero "dolce far niente", ma come stile di vita rilassato e naturale, in cui il lavoro sia finalmente non una moderna schiavitù, ma una necessità che però lascia tempo alle infinite attività per cui vale la pena di vivere la vita, Lella ha voluto ricreare uno spazio dove godere del tempo condiviso, come gustare la ”cacciannanza” la famosa focaccia grezza di Ascoli, tradizionalmente infornata prima del pane per verificare che il forno fosse sufficientemente caldo, e qui servita con tante farciture gustose, accompagnata da birre artigianali o vino sfuso di piccole cantine bio. Inoltre Ozio è il posto perfetto per leggere un libro, lavorare con il pc grazie al wi-fi gratuito e agli studenti che mostrano un bel 30 e lode viene offerta una bevuta!

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La nostra giornata si è conclusa con una cena presso IL Desco (Via Vidacilio 10, Ascoli Picenowww.ildescoristorante.it )il Ristorante di Nives e Paride Vagnoni, coppia nella vita e nel lavoro, situato in un antichissimo palazzo nobile a due passi da Piazza del Popolo. La romantica atmosfera shabby chic, curata nei minimi dettagli, il servizio eccellente e l'incontenibile simpatia del signor Paride hanno fatto da cornice ai deliziosi piatti del giovane chef Riccardo Lupi e della sua brigata: Frittino ascolano, Paccheri con piselli, fave e pecorino, Brasato di guancia di vitello con caponatina di verdure e una croccantissima Millefoglie con crema e ciliegie! 

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SECONDO GIORNO

 

Dopo la colazione al Caffè Meletti, la squadra di 100 Ore nel Piceno ha visitato l'Antico Molino Santa Chiara (Via Po 28, Ascoli Piceno www.anticomolinosantachiara.it). Il signor Amedeo Castelli cresciuto con il brusio delle macine in pietra del mulino dei suoi nonni, alla soglia dei quarant'anni ha lasciato un incarico prestigioso, ha ridato vita a quel mulino in declino ed è tornato alle sue origini riappropriandosi del mestiere di mugnaio. Oggi produce soltanto farine integrali e semi-integrali di qualità superiore, lavorando cereali coltivati da aziende agricole dislocate nel suo territorio, che si vendono grazie al passaparola di chi le conosce ed utilizza. È stato davvero affascinante assistere alla macinazione a pietra del grano, toccarne la consistenza e respirarne il profumo.

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Per la seconda tappa del giorno, ci siamo spostati tra le colline di Offida e Ripatransone dove sorge la Tenuta Cocci Grifoni (Contrada Messieri 12, Ripatransone www.tenutacoccigrifoni.it). Siamo stati accolti e guidati dalla signora Paola, enologa e responsabile della produzione dell'azienda di famiglia. Ci ha raccontato il sogno divenuto realtà di suo padre: produrre un vino bianco in una terra conosciuta solo per i suoi rossi corposi, recuperando un antico vitigno autoctono scomparso da anni, il Pecorino, salvando così un patrimonio di tipicità italiana, oggi apprezzato nel mondo. Abbiamo visitato le cantine, passeggiato tra le vigne e respirato pace dalla splendida terrazza panoramica della tenuta.

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Proprio qui si è celebrato il felice matrimonio tra i piatti dello chef Andrea Mosca del Ristorante Marili (Via Bologna 18, Grottammare tel.3421900917www.ristorantemarili.com) e i vini della Tenuta Cocci Grifoni: il finger food di parmigiana di melanzane e la patata street food, il prosciutto fatto in casa con chutney di mela e cipolla e il cremoso di lattuga del giorno prima con la Passerina spumantizzata Gaudio Magno.  Il Riso Carnaroli con pollo, cipollotto e piselli cotto con il brodo di pollo arrosto ruspante con il Pecorino Colle Vecchio della Tenuta Cocci Grifoni. Il tenero di manzo con erbe di campo e ciliegia con il Rosso Piceno superiore Le Torri ed infine come torta nuziale il biscotto di amaretto composta di fragole e cremoso di yogurt al sambuco e brindisi con la Passerina Spumantizzata Gaudio Magno! Io da questo giorno in poi brinderò solo con la Passerina spumantizzata! 

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Nel pomeriggio invece ci siamo diretti alla Cantina Velenosi (Via dei Biancospini 11, Ascoli www.velenosivini.com), una realtà nel panorama vitivinicolo italiano e mondiale che nasce dal sogno di Ercole ed Angela Velenosi di produrre vino: nel 1984 senza avere nessuna esperienza, con tanto coraggio e un pizzico di incoscienza, recuperano il vecchio vigneto del padre di Ercole e partono con poche bottiglie di Brecciarolo, bianco, rosso e rosato per arrivare alle attuali due milioni e mezzo di bottiglie vendute in più di 50 paesi nel mondo. Un enorme ringraziamento va ad Ercole il proprietario, Filippo l'enologo, Giulio responsabile marketing e Ulisse direttore commerciale che ci hanno accompagnato alla Vigna Solaria rispondendo a tutte le nostre curiosità e alla Signora Angela che ci ha videochiamato da Toronto per salutarci calorosamente, un gesto davvero squisito.

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Dopo la visita alla vigna, noi blogger abbiamo seguito un laboratorio di cucina con Sabrina Tuzi, chef della Degusteria del Gigante (Via degli Anelli 19, San Benedetto del Tronto www.ladegusteriadelgigante.it), nonché uno dei 12 Chef Ambasciatori del gusto dell'Accademia Maestro Martino di Carlo Cracco. Sotto la sua paziente supervisione abbiamo imparato tutti i segreti per preparare le olive ascolane, i cremini, i taccù, la pasta tipica di farina e mais che si condisce con il potacchio di sgombro, grazie agli insegnamenti di Sabrina ho sfilettato anch'io per la prima volta uno sgombro alla perfezione! Durante la cena in giardino con la luna che illuminava le vigne abbiamo mangiato tutto quello che abbiamo preparato con le nostre mani insieme ai piatti che Sabrina ha voluto farci assaggiare, il suo squisito maialino con crema di cipolla e mela rosa, e abbiamo degustato tutti i vini Velenosi (o quasi!): Passerina Brut - Gran Curvèe Gold - Passerina BIO - Pecorino DOCG - Reve - Rosato - Lacrima Superiore - Brecciarolo - Roggio - Ludi - Vino e Visciole. In questa splendida atmosfera si è unito alla nostra allegra compagnia anche Sigismondo Gaetani, proprietario della Degusteria del Gigante e Sabrina ci ha parlato della sua cucina legata ai prodotti del territorio con tecniche di cottura, presentazione e realizzazione diverse da quelle tradizionali. Infinita ammirazione per questa donna la cui umiltà è pari alla sua bravura!

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TERZO GIORNO

L'allegra combriccola di 100 Ore nel Piceno dopo la colazione al Caffè Meletti ha salutato Ascoli e ha a terrazza finalmente preso la via del mare! Alla Rotonda di Porto d'Ascoli abbiamo trovato ad aspettarci le bellissime biciclette Dolce Vita di Ivel innovative vehicles (www.ivel.it) una rivisitazione in chiave moderna e tecnologica dell'indimenticabile Graziella anni '70. Ora per me che sono nata e cresciuta proprio in quegli anni e che ho imparato a pedalare proprio su una di quelle biciclette, è stato un amarcord pazzesco questa biciclettata lungo tutta la Riviera delle Palme fino al Molo Sud di San Benedetto del Tronto dove c'è un vero e proprio museo a cielo aperto, perché ogni scoglio è stato mirabilmente scolpito da numerosi artisti dando vita ad un'incredibile galleria di 150 sculture circa in riva al mare (Viale Tamerici -Molo Sud www.mambst.it).

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Qui è venuto a prenderci Simone Marconi di Attico sul Mare che ci ha accompagnati al mercato del pesce di San Benedetto e ci ha raccontato la storia del brodetto alla sambenedettese, prima di accoglierci sulla spettacolare terrazza del suo Attico sul Mare (Piazza Kursaal 6, Grottammare tel.0735736394 www.atticosulmare.it ) da dove ovunque ti giri puoi ammirare meraviglie, dalla spiaggia al mare cristallino al Vecchio Incasato di Grottammare. In questa cornice che descrivere come incantevole è riduttivo, dove niente è lasciato al caso e la cura dei dettagli è volta ad offrire agli ospiti un'esperienza indimenticabile, abbiamo gustato la cucina dell'Attico curata dallo chef Tommaso Melzi con prodotti a km 0 del territorio, pasta fresca e all'uovo, pane e dolci prodotti artigianalmente. Il menù varia dai piatti tradizionali a quelli più innovativi fino al sushi con il pescato locale. Noi abbiamo assaggiato le entrées di gallinella marinata all'arancio biondo del Piceno e foie gras di merluzzo con gelatina al Campari e tartufo nero estivo - Polpo, fagiolini e gelato di cipolla rossa - Ricciola scottata, cicorietta alle alici e brodo di tonno nostrano affumicato - ''Ricordo" del brodetto alla Sambenedettese - Spaghetti senatore cappelli Regina dei Sibillini con cazole, colatura di alici e croccante di merluzzo - Rombo selvatico, carciofi e menta - Funghetto di Offida e tartufino al rum con crema al prezzemolo - Sorbetto di sedano e lime con insalata di frutta, verdura e centrifugato di melone e carote e credetemi mi viene l'acquolina in bocca solo a ripensarci! La missione di Simone è far star bene le persone e anche regalare emozioni che rendano una serata indimenticabile, aggiungerei io, che ho avuto la fortuna di poter ripetere l'esperienza tornando all'Attico sul Mare con mio marito qualche giorno fa (trovate il mio racconto estasiato sulla pagina Facebook di Queen's Kitchen).

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Nel pomeriggio abbiamo visitato il Vecchio Incasato di Grottammare, il borgo antico medievale della città, un posto che conosco e visito spesso ormai, ma che non smette di stupirmi con la vista panoramica dal Torrione della Battaglia e dal portico balconato dell'edificio del Teatro dell'Arancio nella piazzetta Peretti con la Torre dell'Orologio, le stradine, le porte di legno colorate delle case rustiche che ho fotografato mille volte. Proprio in uno dei punti più belli con uno spiazzo affacciato sul mare, in un edificio completamente ristrutturato si trova il ristorante Borgo Antico (Via Santa Lucia 1, Grottammare tel.0735634357) dove lo chef Lamberto Langiotti e la sua compagna Adriana coniugano cibo e arte, offrendo una cucina raffinata che nasce dalla tradizione e offrendo il loro spazio ad eventi culturali, quali incontri di caffè letterario e mostre d'arte. Ci hanno offerto un Aperitivo con la panzanella alle alici del cantabrico e il crostone di pane pugliese con pomodori, olive, mandorle e filetto di baccalà al timo accompagnati da una selezione di vini al tramonto con vista sul mare impagabile.  

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Con gli occhi pieni di meraviglie siamo tornati a San Benedetto del Tronto per cenare a La Croisette (Viale Trieste 37, San Benedetto del Tronto www.lacroisette.it)  il ristorante sulla spiaggia al centro del lungomare, che di giorno offre un lido balneare attrezzato di ogni comfort per i turisti e di sera è uno dei locali più in voga della Riviera, conosciuto e apprezzato per l'ottima cucina a base di pesce fresco di giornata proveniente dal mercato ittico locale e per l'anima festaiola che si esprime con serate a tema e Dj set che animano la movida notturna. Grazie alla passione per l'arte del proprietario, non mancano le installazioni artistiche, le serate culturali e le performance di musicisti e artisti per un divertimento a 360°. La cena a La Croisette degli Chef Andrea Romani e Andrea Gnagno è cominciata con un'estasi culinaria: dall'entrée di tonno, burrata e pomodorino confit al Tonno in tempura con crema di melanzane in saor alla Capasanta, caponata e pinoli per poi arrivare ai Ceppi Regina dei Sibillini alle vongole, cazole, asparagi e zafferano e raggiungere l'apoteosi del  Brodetto 2.0! Pensavamo di aver terminato con i Gelatini Homemade, ma non sapevamo ancora di quanto ci saremmo divertiti con la sfida Campari e di come il caffè del marinaio variamente corretto e la Macumba a 90°vol. avrebbero riscaldato l'atmosfera fino a tarda notte!

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QUARTO GIORNO

 

Nel quarto giorno di 100 Ore nel Piceno ci siamo risvegliati al Nascondiglio di Bacco (Contrada Ciafone 97, Offida www.nascondigliodibacco.it ) un incantevole casale ristrutturato immerso nel verde delle colline di Offida, pronto ad accogliere i suoi ospiti con il calore e la genuinità che contraddistinguono gli abitanti di questo territorio e che fa parte di un progetto più ampio che comprende un vigneto e la cantina per produrre il vino nato dall'amicizia tra Raffaele Paolini, trentenne ascolano ex-giornalista e Dwight Stanford, cinquantenne americano di Kansas City con un passato da chirurgo. Abbiamo fatto colazione all'aperto e ci siamo rilassati un po' a bordo piscina. 

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Per il pranzo ci siamo spostati nel centro di Offida.

L'Osteria Ophis (Corso Serpente Aureo 52, Offida www.osteriaophis.com) ricavata all'interno delle ex-stalle di Palazzo Alessandrini, con le volte a botte e le grotte che testimoniano 4 secoli di storia, ci dà il benvenuto nella città. Lo chef Daniele Citeroni Maurizi, offidano doc, propone una cucina saldamente ancorata alla tradizione con l'utilizzo di materie prime selezionate personalmente: verdure di stagione, olio extravergine d'oliva, polli ruspanti e carne di allevamenti certificati sono la prima ispirazione dei suoi piatti, pasta e pane sono fatti in casa con farine di grani antichi. Dunque tradizione sì, ma sempre con la voglia di innovare e sperimentare come testimoniano il finger food di Budino di fagioli borlotti con gelatina di peperoni sottaceto, le Uova e coratella in versione fredda con emulsione di olio e limone e pennellata di pesto di rucola, la Cipolla cotta al sale farcita con caprino e crema di cipolla e se non bastasse sappiate che si possono reinventare i Cannelloni al cucchiaio in verticale su salsa di pomodoro fresco e besciamella in modo che ogni sapore sia chiaramente distinguibile e trasformare il semplicissimo funghetto offidano in un raffinato dessert con un guschio di delicata meringa da rompere per scoprire un cuore morbido di crema all'anisetta ”Come un funghetto offidano...”Ma non vi viene voglia di correre qui?!

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Nel pomeriggio la nostra cara guida Lella Palumbi ci ha guidato alla scoperta della Città  di Offida (da ophis - serpente) uno dei borghi più belli d'Italia. Arrivando sulla collina dove fu fondata la città dagli ascolani in fuga per l'invasione longobarda, si possono ammirare i resti delle mura medievali e due torrioni cilindrici: la forma arrotondata infatti incomincia ad essere utilizzata dopo l'avvento della polvere da sparo, poiché serviva a deviare le palle dei cannoni. Passeggiando lungo la strada principale siamo arrivati a Piazza del Popolo, il cuore della città su cui si affacciano il Palazzo Comunale con il portico a 7 arcate; il Teatro Serpente Aureo, il piccolo teatro con pianta a ferro di cavallo, che conta tre ordini di diciassette palchetti più un loggione diviso in quindici parti fu costruito dall'architetto ticinese Pietro Maggi, è finemente decorato con stucchi dorati e dipinti a tempera, nonché dotato di una meravigliosa acustica; la Chiesa dell'Addolorata, dove è esposta la ''bara'' ovvero il carro con il baldacchino con la statua del Cristo morto che viene portata in processione il Venerdì Santo. 

Offida è altresì famosa per l'arte del merletto a tombolo e d'altronde non si possono che definire piccoli capolavori i pregiati merletti che le merlettaie tessono davanti all'ingresso delle loro case con tecniche che da secoli si tramandano di madre in figlia. Proseguendo il nostro cammino siamo rimasti senza fiato dinanzi  alla maestosità della Chiesa di Santa Maria della Rocca, uno dei maggiori monumenti delle Marche in stile romanico-gotico, che sorge alla fine del centro abitato, circondata su tre lati da dirupi che ne esaltano l'imponenza visibile dalle due vallate e che conserva i resti di molti affreschi che raccontano le storie dei santi. Venite a scoprire questo borgo delizioso e proverete la meravigliosa sensazione di immergervi in così tanta bellezza!

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Dopo quasi tre ore senza toccare cibo abbiamo visitato la gastronomia Fior di Farina (Via Roma 6/a, Offida tel.973688071) dove Sonia e Nora preparano la pasta fresca, le olive ascolane, i cremini, il chichì, la tradizionale pizza farcita con tonno, alici e capperi e i funghetti di Offida, un dolce povero a base di acqua, farina, zucchero e anice: noi ovviamente non potevamo che apprezzare tutte le prelibatezze preparate appositamente per noi e dalle quali si diventa letteralmente dipendenti!!!

Le mie 100 ore nel Piceno
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La nostra serata si è conclusa da VI'/STRO' (Corso Serpente Aureo 64, Offida tel.0736880401) il primo bistrot del vino, uno spazio che nasce dall'esigenza di offrire una gastronomia raffinata con prodotti di eccellenza legati al territorio, vini di cantine biologiche e birre artigianali: qui troverete un menù con un'ampia scelta di salumi tipici (salame, lonza, ciauscolo) e formaggi, con i piatti della tradizione dal fritto ascolano al chichì ripieno, dalle zuppe con i prodotti di stagione alle scarpette con le polpette fino ad una selezione di panini gourmet creati dallo chef Daniele Citeroni Maurizi e finire in bellezza con i dolci preparati giornalmente, un bicchierino di vino cotto o anisetta e un buon caffè! Vistrò inoltre apre le sue porte a laboratori di cucina e a spettacoli dal vivo di artisti internazionali per una promozione del territorio a 360º. Noi abbiamo cenato con Tagliere di salumi e formaggi (io da quando frequento le Marche ho sviluppato una dipendenza per il ciauscolo!) - Scarpette ripiene  (pucce salentine ripiena di polpette al sugo o verdure di stagione) - Chichì  - Hamburger gourmet con carne marchigiana, guanciale croccante e crema di mela rosa dei Sibillini -Il dolce Tre Sei Nove e per finire in bellezza una golosissima sbrisolona alla crema preparata per noi dalle sapienti mani della nostra Mariachiara di VanigliaBourbon.

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QUINTO E ULTIMO GIORNO

Ci siamo svegliati ancora una volta con il verde delle colline e delle vigne a perdita d'occhio, abbiamo fatto colazione con il cinguettio degli uccellini e il frusciare degli alberi come colonna sonora e ci siamo preparati per seguire Raffaele Paolini, socio fondatore di PS Winery (Contrada Ciafone, Offida www.pswinery.it) insieme a Dwight Stanford, nelle vigne. Passeggiando tra i filari Raffaele ci ha spiegato come si vive e si lavora nella vigna, affidandosi alla natura e ai suoi ecosistemi (insetti ed uccelli che favoriscono il deposito di lieviti naturali sui grappoli che poi ne favoriranno la fermentazione senza ricorrere a ingredienti chimici) ma anche alle sue avversità, per produrre un vino il più possibile naturale.

La visita è proseguita con un giro nelle cantine e con il picnic tra le vigne dove abbiamo degustato i vini PV, Baccofino, Thalia e Aurai accompagnati dalle Cacciannanze preparate per noi da Lella di Ozio Cacciannanzeria per salutarci in bellezza con la promessa di rivederci al più presto in questa magnifica terra.

Le mie 100 ore nel Piceno
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A conclusione di questa bellissima esperienza posso dire che questi posti incantevoli e questa congrega di sognatori folli mi resterà nel cuore! Prima di partecipare a #100orenelpiceno sapevo che sarei stata bene, quello che non sapevo ancora era che avrei lavorato con persone splendide che si mostrano semplicemente per come sono davvero: Serena Emily Mariachiara Adele Silvia FeLicia Ruggero Luca dovessi fare altri 100 #blogtour non sarà mai come con voi!

-che avrei riso a crepapelle bevendo Pecorino tra le vigne al chiaro di luna!

-che so ancora andare in bicicletta e mi diverte pure!

-che la Passerina spumantizzata è molto meglio dello champagne!

-che avrei cantato Albachiara con Simone al piano dopo aver mangiato i suoi piatti squisiti respirando mare da una terrazza mozzafiato!

-che avrei battuto un uomo (Luca ti aspetto per la rivincita!) alla #sfidaCampari de La Croisette!

-che esistono guide turistiche che non ti fanno sbadigliare nemmeno quando parlano di statue per le processioni: Lella Palumbi ti ascolterei per ore!

-che l'Anisetta con ghiaccio e limone è senza dubbio più dissetante dell'acqua!

-che cremini e olive ascolane non fanno ingrassare: la bilancia me lo ha confermato quando sono tornata a casa!

-che con un calice di Rosso Piceno in mano la vita ti sorride e le persone pure!

-che passeggiare per le vigne è un toccasana per l'anima!

-che mentre sei seduto a mangiare in uno qualsiasi dei ristoranti da Ascoli a Grottammare può arrivare Siggi (Sigismondo) a suonare il piano e cantare!

-che esistono chef che non se la tirano e ti svelano i loro segreti: Sabrina, Andrea, Simone, Roberto Daniele, Riccardo, Lamberto, Andrea e tutti senza nessuna eccezione!

-che avrei imparato a sfilettare il pesce: grazie Sabrina!

-che l'accoglienza negli hotel non è un concetto astratto, un grazie di cuore a Vanessa e a tutti gli altri!

-che gli abbracci non mentono mai: Marco, Emanuele, Federica tornerò ad abbracciarvi spesso, rassegnatevi!

-che se c'è Giorgio #lifestyle alla guida del pulmino le curve non mi fanno paura!

-che i sogni, le passioni e l'impegno fanno la differenza e ti portano lontano!

-che in qualsiasi momento tornerò nel Piceno, verrò davvero accolta come una Regina, ne ho già avuto le prove!

quindi un milione di GRAZIE a tutti voi e #PiùPicenoPerTutti

Le mie 100 ore nel Piceno

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